Celebrate diversity…ma la guerra è guerra. Guida alle canzoni dell’Eurovision 2017 – NabikiBLòB! Skip to main content

Celebrate diversity…ma la guerra è guerra. Guida alle canzoni dell’Eurovision 2017

Amiche e amici del Nabikiblòb, bentornati e bentrovati.

Abbiamo avuto un po’ di problemi con i commenti, la grafica, l’antispam, gli aggiornamenti a membro di segugio di wordpress, la classifichetta che non mi viene, l’allergia al polline, l’intolleranza all’oki e le brutte notizie del tg.

E’ ufficialmente arrivato il caldo però e l’aria di primavera metterà tutto a posto, senza contare che di fatto manca poco più di un mese all’inizio della settimana (N)eurovisiva e noi del Sanremohorrorpictureshow ci stiamo già preparando psicologicamente e spiritualmente (OMMMM), considerando che gli europei e i bookmakers ce la stanno tirando alla grande.

Ma scommetto che non vedete l’ora di scoprire chi saranno gli avversari del nostro Francesco preferito nel mondo, e no, non sto parlando del Papa, anche se non sarebbe male se il Vaticano debuttasse all’esc nel 2018, magari con Suor Cristina e magari cantando in latino, come suggerisce un articolo di wiwibloggs.

Ovviamente ho qui una bella top 43 suddivisa in categorie solo ed esclusivamente per voi e solo ed esclusivamente rispettando i miei gusti personali, il mio amore per il trash (che va sempre premiato) e le mie opinioni.

Partendo dal presupposto che quest’anno siamo i favoriti, cercherò di volare basso, escludendo il nostro paese dalla classifica.

Altra situazione poco chiara riguarda la partecipazione Russa, punto molto complesso, e ci vuole un riassunto delle puntate precedenti che farò a breve.

Dividerò la classifica in CANZONI INUTILI, TRASH A PALLETTONI, GULTI PLESUR E BELLA ROBA, siete pronti?

 

CANZONI INUTILI:

 

42) CIPRO- GRAVITY  Hovig

Cipro quest’anno delude tantissimo le mie aspettative, non che le avesse mai soddisfatte particolarmente, ma presentare addirittura una roba così insulsa, col cantantino caruccetto e quel tipo di pop contemporaneo e datato allo stesso tempo, boh, sarà che si perde un po’ nel mucchio, anche se riconosco l’orecchiabilità. Lui a pelle mi è antipatico.

41) GERMANIA- PERFECT LIFE   Levina

Tralasciamo tutte le accuse di plagio rivolto a tutte le canzoni, che tanto stiamo parlando di eurovision, mica de sarcicce (cit.), questa è la canzone inutile per eccellenza e spero per l’ennesimo 0 punti alla Germania anche quest’anno.

 

40) GRECIA- THIS IS LOVE  Demy

Appena uscita sta roba, vi giuro che il secondo verso del ritornello recitava “rain falls from above”, della serie manco gli oroscopi di Luisa De Giuli erano così scontati. Viva sempre la dance anni 90!

 

39) IRLANDA-  DYING TO TRY  Brendan Murray

L’Irlanda quest’anno fa meno schifo del solito, nel senso che almeno sto tipo sa cantare, anche se ha la voce da donna e i tipici rossi da burino irlandese. Questa è ufficialmente la prima ballad insulsa di questa edizione, sicuramente passerà la semifinale e probabilmente finirà in top ten, resta il fatto che è ripetitiva al massimo. E’ la preferita di mio padre.

 

38) RUSSIA – FLAME IS BURNING  Yulia Samoilova

Qui c’è da fare un sunto:

La Russia ha aspettato giusto l’ultimo momento prima di presentare la canzone sul filo della deadline, lo fa con uno stile tutto suo, in un talk show filo governativo, mentre fior fior di politici e opinionisti dai toni poco pacati parlavano male di europa, Ucraina e Stati Uniti.

Sappiamo tutti che la Russia viene sempre fischiata all’esc, figurati a Kiev, quindi pensano bene di mandare la ragazza in carrozzina che fa tenerezza e che canta la canzoncina peace&love, scelta gigiona, ok, ma la canzone è di fatto brutta e si capisce lontano un miglio che non intendono sprecarsi in Ucraina… fin qui va tutto bene, certo non è bello che i Russi la usino come scudo anti buuu, ma la scelta risulta comprensibile.

Due ore dopo la presentazione ecco che appare il primo articolo con dichiarazioni datate 2014, Yulia Samoilova in questo post non la manda a dire: il suo punto di vista rispetto all’invasione della Crimea è chiarissimo e l’Europa è brutta e cattiva.

 

 

Il giorno dopo i servizi di sicurezza ucraini informano che la tipa è indagata per essersi esibita nel 2015 in Crimea senza aver chiesto il permesso (è una legge del paese, gli artisti russi che non sono sulla blacklist ucraina devono chiedere un visto prima di esibirsi su territorio).

L’altro ieri arriva l’annuncio: Yulia Samoilova bannata per tre anni dal suolo ucraino, non ha rispettato una legge, e l’ebu non può far nulla contro la legge del paese ospitante, anche se ci provano…propongono alla Russia di far esibire la cantante via satellite!

La situazione sarebbe talmente ridicola se non ci fosse di mezzo una guerra, di certo nessuno ci fa una bella figura in tutto ciò: l’Ucraina potrebbe far partire l’interdizione dopo il 15 Maggio ad esempio, la Russia poteva anche chiedere di scegliere un’altro cantante, per dire…ma no, la guerra è guerra e tutto appare come una mossa strategica dei russi per passare da vittime, gli ucraini fanno il loro gioco e boom, la Russia annuncia il ritiro suscitando la disperazione dell’EBU che tenta in tutti i modi di metterci una pezza per non perdere il pubblico russo.

Al momento l’offerta di cantare via skype è stata rifiutata, quindi la Russia è fuori dai giochi? boh. Vedremo…ma la canzone lascia comunque il tempo che trova.

 

37) MALTA- BREATHLESSLY  Claudia Faniello

C’è poco da dire, mi sono anche fin troppo dilungata sulla Russia, quindi velocemente: una canzone che puzza di naftalina.

 

36) SLOVENIA- ON MY WAY Omar Naber

Scommetto che vi state chiedendo se c’è una canzone allegra in questo eurovision…

 

35) SVIZZERA- APOLLO  Timebelle

Al primo ascolto dici “non male”, al secondo già storci il naso, al terzo cominci a trovare la voce della cantante irritante, al quarto li odi. Io sono al quinto ascolto.

 

34) GEORGIA- KEEP THE FAITH  Tako Gachechiladze

Una marcia funebre.

 

33) LITUANIA- RAIN OF REVOLUTION Fusedmarc

Canzone che mischia almeno tre-quattro generi diversi, lei grande voce ma boh, non riesco a capirla.

 

32) OLANDA- LIGHTS & SHADOW Og3n

Sì, abbiamo capito, siete le nuove Destiny’s child. Anche la canzone è proprio primi anni 2000.

 

31) SPAGNA- DO IT FOR YOUR LOVER  Manel Navarro

 


Gli spagnoli lo odiano, perché pare abbia scippato il posto all’eurovision a tale Mirela, favorita del pubblico durante la finale nazionale. Lui ha una faccia da schiaffi e la canzone è un papabile inno per animatori di villaggi vacanze a Formentera. Se si presenta sul palco con la camicia hawaiana abbattetelo! E stai tranquillo Manel, all’esc si canta su base registrata, così puoi far finta di suonare la chitarra senza stare a guardare l’accordo ogni due secondi.

 

 

TRASH A PALLETTONI:

 

30) CROAZIA- MY FRIEND  Jacques Houdek

Finalmente ci facciamo due risate e di questo dobbiamo ringraziare la Croazia. Innanzitutto perché sto tipo ha due corde vocali come tutti ma una è pop e l’altra è tenorile.

 

 

Secondo perché la parte tenorile è in italiano e qui ci vuole un plauso agli autori che hanno inserito frasi come “la forza vincerà” a membro di seguigio.

Terzo perché “via della libertà” è vicino casa mia.

Quarto, mi aspetto una performance alla Gabriele Cirilli quando imita contemporaneamente un duetto: metà truccato da rocker e metà da Pavarotti.  LOVE

 

29) MOLDAVIA- HEY MAMMA Sunstroke Project

Qui c’è di tutto: il mio grosso grasso matrimonio gipsy, le coriste col bouquet al posto del microfono, l’epic sax guy che suona in playback, il balletto fa ben sperare in una rissa finale.

 

28) SVEZIA- I CAN GO ON   Robin Bengtsson

Ora… va bene che vogliono vincere ogni anno sti svedesi, va bene che mi sono anche vista la finale del Melodifestivalen e tifavo per un duetto epico cantato in lingua madre, va bene che alla fine ha vinto sto tipo che a detta di molti è un bel manzo ma secondo me è più simpatico che bello (e ho detto tutto).

Ma se devi fare lezione di striding almeno metteti in tuta e scegli un ritmo decente.

 

 

 

27) SAN MARINO- SPIRIT OF THE NIGHT  Valentina Monetta (the queen) e Jimmie Wilson

 

 

San Marino lancia sta bomba la domenica pomeriggio sul filo della deadline per presentare la canzone.

Un eco di eurofans urlanti festeggia da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa: Valentina Monetta è tornata!

Per chi non lo sapesse dal 2012 al 2014 questa cantante sanmarinese ha rappresentato il microstato all’esc in tutte le salse: la joke entry “the social network song” è una perla miliare del trash eurovisivo, la mancata qualificazione nel 2013 per “Crisalide” ha suscitato lo sdegno di tutto il pubblico non-italiano, noi che il testo lo capivamo non ci abbiamo capito niente.

Nel 2014 centra la prima ed unica qualificazione di San Marino, uscendo da una cozza gigante e urlando in conferenza stampa come una pazza.

Eccoci qui, nel 2017, dopo averla pregata e idolatrata gli eurofans sono accontentati: she’s back!

Con una canzone che non fa nemmeno così schifo tra l’altro, c’è questo ritmo anni 70, discomusic in questa discoteca frequentata da tutta la popolazione sanmarinese e questo artista ammeregano di cui nessuno ha mai sentito parlare prima, pronto a duettare con lei.

Se proprio dobbiamo arrivare secondi che sia dietro di loro!

 

 

26) MONTENEGRO- SPACE Slavko Kalezic

Ma cosa vogliamo dire a questo qui?

 

 

Il Montenegro è il mio paese preferito, punto.

 

25) ISRAELE- I FEEL ALIVE  Imri

Siamo a metà tra Alvaro Soler e David Guetta, strizzando l’occhio anche lui al vastissimo pubblico gay della manifestazione, a differenza del montenegrino però, credo proprio che questo si piazzi in alto in classifica.

 

24) ROMANIA- YODEL IT Ilinka feat Alex Florea

Io adoro i rumeni, ogni anno si inventano qualcosa di trash e si appropriano di qualcosa che con la loro tradizione non c’entra una cippalippa.

Abbiamo tutti amato i Mandinga, gli ologrammi, la mancata partecipazione dello scorso anno con la canzone EPICA. Quest’anno i rumeni si danno allo yodel rappato, come si fa a non amarli?

 

 

 

GULTI PLESUR:

23) AUSTRIA- RUNNING ON AIR  Nathan Trent

Quasi mi vergogno, del resto l’ho messo nella categoria gultiplesur non a caso… incredibilmente orecchiabile, roba da boy band ok, ma ci sta un po’ di leggerezza.

 

22) NORVEGIA- GRAB THE MOMENT  Jowst

Ti entra in testa, niente di sorprendente ok, ma prevedo un bello stage. Adesso che la risento la metterei più in alto, ma non mi va di mettere mano al post, quindi qui rimane 😉

 

21) LETTONIA-LINE  Triana Park

Molte classifiche youtube li mettono in top 10, per carità, sono addirittura una roba contemporanea e ci sta, ma NON sopporterei un piazzamento così alto.

 

20) ESTONIA- VERONA  Koit Toome & Laura

Sti due se so persi a Verona. Erano gli anni 80, li hanno ritrovati adesso.

 

 

Siccome adoro i casi umani la canticchio più o meno da quando l’ho sentita la prima volta.

 

19) FINLANDIA- BLACKBIRD  Norma John

L’ideale per il lip sync quando l’ascolto. A tratti la trovo a dir poco meravigliosa, a tratti mi stupisco di come sia possibile. Ma questo giustificherà anche la prima posizione di questa classifica.

 

18) REPUBBLICA CECA- MY TURN  Martina Barta

La Repubblica Ceca ormai si sta specializzando in ballad di qualità, oddio rispetto alle altre ballad di quest’anno…mi piace il ritornello.

 

17) SERBIA- IN TOO DEEP Tijana Bogicevic

Non male nemmeno questa, anche se ricorda chiaramente una canzone di Rihanna. Adoro il momento strumentale con i violini.

 

16) ALBANIA- WORLD Lindita

L’Albania fa quello che fa SEMPRE l’Albania all’eurovision: porta una donna che strilla…

 

 

La Giulia apprezzerà.

 

15) DANIMARCA- WHERE I AM  Anja

La Danimarca tenta il colpaccio: canzone potente e polmoni in tribuna. Scommettiamo che al live uscirà le zinne? In quel caso “tuelv points fromm Italy!”

 

14) AUSTRALIA- DON’T COME EASY  Isaiah

L’Australia, che se non lo sapete ormai partecipa inspiegabilmente per il terzo anno consecutivo, quest’anno tenta di vincere con questo ragazzino dall’aria sperduta e la faccia da Mowgli. Forse la scimmia di Gabbani lo adotterà, forse si piazzerà anche in alto.

 

 

Di sicuro non vincerà nessun paese dell’est quest’anno, non credo che l’ebu abbia voglia di scontrarsi di nuovo con le diatribe di tali nazioni. Ricordiamo che in caso di vittoria australiana il prossimo contest si svolgerà comunque in Europa.

 

13) ARMENIA- FLY WITH ME Artsvik

Questo paese mi piace sempre. C’è la loro tradizione, c’è sperimentazione, c’è bellezza e fa presa al primo ascolto.

Unica pecca: vorrei la lingua autoctona.

 

12) UCRAINA- TIME  O.Torvald

Questa annata presenta una sola canzone che si può classificare come rock e la portano i padroni di casa. In un altro contesto sarebbe una scelta coraggiosa. Tutto sommato però questi qui non mi dispiacciono, finiranno come gli austriaci col pianoforte incendiato del 2015: 0 points, ma la canzone è carina.

 

11) BULGARIA- BEAUTIFUL MESS  Kristian Kostov

C’è un’atmosfera catchy in questa canzone, il ritornello è potente, la ballad è ben confezionata, certo, magari all’inizio non ti fa gridare al capolavoro, ma cresce al secondo ascolto. I Bulgari son da tenere d’occhio, l’anno scorso c’era “miss figa lucente” (cit.) che ci ha fatto innamorare, questo ragazzino potrebbe prendersi tutti i voti dell’est, attenzione alla performance.

 

BELLA ROBA:

Ossia la top ten…

 

10) UNGHERIA- ORIGO Joci Pàpai

Più l’ascolto e più mi piace, contemporanea, tradizionale, lingua madre. E’ questo che voglio dall’esc.

 

9) ISLANDA- PAPER Svala

Straordinaria performance alla finale islandese, bella, brava, canzone che cresce ad ogni ascolto, pop leggero, meritevole.

 

8) FRANCIA- REQUIEM  Alma

Il bello di presentare la canzone a febbraio è questo: all’inizio pensi…bah, niente di speciale, poi la canzone ti entra in testa ma aspetti escano le altre. Poi cominci a sperare che le altre non la superino. Nonostante sta terrificante mania dei francesi di inserire l’inglese nei ritornelli trovo che l’accento di Alma sia adorabile, più o meno come il looking forrhr di Amir dello scorso anno. Ma la Francia rovinerà tutto con il live, di questo sono certa.

 

7) REGNO UNITO- NEVER GIVE UP ON YOU  Lucie Jones

Anche questa mi è cresciuta dopo diversi ascolti e dopo il revamp che l’ha un po’ modernizzata. Lei poco da dire, bravissima. La migliore delle big five, Gabbani escluso ovviamente 😉

 

6) AZERBAIJAN- SKELETON  Dihaj

Ho sempre odiato le scelte poppettare ferme al 1995 di questo paese…in tutti gli anni in cui ho seguito l’eurovision dell’era moderna l’Azerbaijan è sempre stato il paese peggiore per quanto riguardasse la scelta delle canzoni. Finalmente quest’anno hanno cambiato strada, con una che ci sa fare, che porta un genere diverso e un sound moderno.

 

 

5) POLONIA- FLASHLIGHT  Kasia Mos

Poche storie, ho visto il live di questa qui, spacca di brutto.

 

4) MACEDONIA- DANCE ALONE Jana Burceska

E niente, a parte che mi piace un sacco il video, Kylie Minogue scansate!

 

 

Macedonia per tutti, questa qui farà impazzire l’eurofan medio e devo ammetterlo: dal gulti plesur alla top ten è un attimo. Mi piace sul serio, uccidetemi.

 

3) BIELORUSSIA- Historyja Majho Zyccia   Naviband

Come potete notare la maggior parte delle canzoni che ho in top ten sono in lingua madre, questo perché sarebbe davvero bello se non ci fosse la solita omologazione delle canzoni eurovisive. Un plauso alla Bielorussia che per la prima volta ci fa sentire qualcosa di tipico e folkloristico, abbandonando per sempre le scimmie urlatrici, i motivetti a acquagym e gli uomini nudi in mezzo ai lupi. Finalmente un po’ di allegria!

 

 

 

 

2) BELGIO- CITY LIGHT  Blanche

Non so quanto il genere indie-pop possa fare in un contesto in cui lo staging fa la differenza come l’Eurovision.

Ma il Belgio ci spiazza e fa una scelta coraggiosissima, è un genere che ultimamente ascolto spesso (se vi capita sentitevi gli Oh Wonder) e fino a poco tempo fa era la mia preferita (sempre escluso Gabbani)

 

 

 

 

1) PORTOGALLO- AMAR PELOS DOIS  Salvador Sobral

Di primo acchitto ho pensato: ma tu guarda questo!

Sembra scappato dall’ospedale psichiatrico, ha rubato i vestiti a un pensionato e si è presentato al Festival do Cancao.

 

 

 

Io nella sua interpretazione ci vedo della magia, non so nemmeno spiegarvelo, alla fine dei tre minuti avevo voglia di rivederlo e riascoltarlo.

Sono d’accordo con chi dice che questa canzone o la ami o la detesti, io la amo, e dico di più, non rosicherei così tanto se il Portogallo ci scippasse il primo posto (in una realtà parallela dove la Svezia non esiste) perché sarebbe un semplice caso di “vinca il migliore”.

 

Bene, abbiamo finito questo LUNGHISSIMO POST, io sono stanchissima, quindi, senza troppi broccolamenti, RamboAmadeus a tutti e buon Sabato

La vostra

Nabiki :*

avatar

Nabiki

Amo le cose che non interessano a nessuno, guardo tanta tv ma con un occhio solo, bevo latte e menta, dormo cinque ore a notte, ho quattro carlini in meno di Marina Ripa di Meana.

10 thoughts to “Celebrate diversity…ma la guerra è guerra. Guida alle canzoni dell’Eurovision 2017”

  1. E siamo arrivati a 71 milioni di visualizzazioni per Ciccio Gabbani…daje!!!

    Sorriso

  2. UPDATE sulla situazione Russia:
    l’EBU propone al governo ucraino di posticipare il ban di Yulia Samoilova.
    Ora continua il tira e molla…

  3. Mmmmmmmmm… sai che quest’anno sono un po’ deluso?
    L’anno scorso già al primo ascolto mi sono rimaste impresse sette-otto canzoni, alcune le ho rivalutate più tardi ma stavolta non so se andrà così.
    Per ora ne salvo solo tre. Se non vinciamo quest’anno non vinciamo mai più.

    1. Quest’anno effettivamente ci sono canzoni dal rilascio più lento (l’annata mi ricorda un po’ il 2012) e nel 2012 vinse la canzone favorita. Ommmmm

      1. Ehm… per ora solo una! Quella della Bielorussia, le altre sono quella di Israele e Austria.
        Oh, poi magari al secondo/terzo ascolto le cose potrebbero cambiare (vedi Austria, Slovenia e Ucraina l’anno scorso).
        In realtà non potrei nemmeno dirti che non sono d’accordo con la tua classifica perché per me è davvero difficile farne una!

I commenti sono stati chiusi.