Quelle robe che non vedrai mai su Netflix io le avrò viste tutte… | NabikiBLòB!

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Quelle robe che non vedrai mai su Netflix io le avrò viste tutte…

E’ un periodo un po’ così.

Di quelli che non sai quanto dureranno, che sì, va tutto bene, ma non capisci perché non ti senti di.

E’ chiaro no? ^_^

No, broccolamenti a parte, il clima fa la differenza…sta primavera anticipata mista al gelido inverno mi sta togliendo l’energia necessaria per scrivere un post decente.

Quindi questo è un post indecente.

E’ giunto finalmente il momento di parlare di Netflix, del fatto che mentre l’utente medio guarda robe come stranger things e black mirror, io mi perda nel palinsesto alla ricerca delle cose più insolite.

Tipo reality e dorama giapponesi, robe coreane o sorprendenti serie tv danesi.

 

Di TERRACE HOUSE  avevo già anticipato qualcosa:

è una sorta di reality, sulla falsariga di Jersey Shore, anche se con Jersey-Gandia-Geordie shore non c’entra una cippalippa.

Scordatevi le sbronze colossali, i litigi al limite della decenza e le pisciate a letto, Terrace house in comune con quel tipo di reality alla mtv ha solo la casa iper-lussuosa e il fatto che i protagonisti non sono rinchiusi h24.

Il fatto che sia una produzione giapponese fa veramente la differenza ed è un modo ulteriore per approfondire una cultura distante anni luce dalla nostra… soprattutto riguardo alla sfera sentimentale e lavorativa.

Per i giapponesi l’impegno è una qualità imprescindibile, anche per farsi una pomiciata.

Vi stupirà sentire cose come:

“mi piaci, sei carino/a, ma non ti impegni abbastanza nel tuo lavoro quindi non posso mettermi con te perché non sei affidabile”

oppure “prima mi piacevi ma adesso vedo che non segui più il tuo sogno e allora non mi piaci più”

o peggio ancora: “se tu non sai cosa vuoi dalla vita io non posso mettermi con te”

che voglio dire, sarebbe normale se parlassimo di quarantenni ma qui si tratta di ragazzi dai 18 ai 22 anni.

La società giapponese è inoltre spaventosamente sessista, anche se per loro è una realtà talmente comune da sembrare normale che una donna abbia al massimo l’aspirazione di lavorare-studiare fino al limite dei 30 anni e poi sposarsi, avere figli e finire a fare la casalinga.

Certo, questo discorso lo avevo già sentito anni fa, da Megumi, una ragazza che conobbi a Kyoto, che di fatti adesso a 38 anni ha un marito, due figli e una laurea appesa al muro.

Comunque anche se molto strano per chi non conosce per niente l’universo unico dei giapponesi, Terrace House è uno di quegli approcci perfetti per sfamare ogni curiosità. Inoltre è appassionante e divertente, è sì un reality, ma ripeto, è una cosa talmente sui generis che anche gli haters del genere potranno seguire senza storcere troppo il naso.

Bella poi l’idea di mettere uno squadrone di comici a commentare le gesta dei protagonisti negli intermezzi di puntata, devo ammettere di aver visto tutte e quaranta gli episodi anche per questo motivo.

Adesso ho iniziato la nuova serie, Terrace House-Aloha state, aspetto con ansia la seconda parte prima di parlarvene.

 

 

Anche perché ho iniziato un dorama tratto dal manga Itazura na kiss, davvero molto fedele e ben fatto.

La trama è molto semplice: studentessa alquanto capra si innamora del primo della classe, bello e tenebroso (per gli standard giap), gli scrive una lettera d’amore (usanza) ma nel momento in cui gliela consegna lui la rifiuta spezzandole il cuore. Ironia della sorte vuole che un frammento di meteorite colpisca la casa nuova del padre della ragazza (nel manga era il terremoto a distruggere l’unica casa costruita con materiali scadenti) e questi si ritrovano a farsi ospitare a casa di un vecchio amico intimo, fatalità il bello tenebroso è proprio il figlio di questo amico. Riuscirà la nostra Kotoko a far innamorare di lei il bello e impossibile Naoki giorno dopo giorno, vivendoci insieme? per gli appassionati del genere lo trovate su Netflix alla voce “un bacio malizioso- love in Tokyo” e sempre per ricollegarci al discorso di donne giapponesi e le loro aspirazioni, la protagonista di questa storia decide di fare l’infermiera solo ed esclusivamente perché il suo amore fa il medico.

Non aspettatevi più di una commedia, c’è poco da riflettere.

La cosa bella di questo dorama (telefilm giapponese) è che è recitato come un anime, con personaggi che assumono pose plastiche, urlano a sproposito e sognano ad occhi aperti. Per quanto riguardo il nostro amato gusto per il trash è imperdibile, anche se parliamo comunque di un prodotto davvero ben confezionato.

 

Altra serie che mi sono sciroppata in due settimane è Rita.

Siamo in Danimarca, in un comprensorio scolastico che accoglie classi dall’asilo al liceo (in Danimarca medie e superiori sono accorpate fino all’ottava classe) e Rita è il tipo di professoressa che avrei voluto avere io.

Scordatevi le “provaci ancora prof” e “i liceali”, qui abbiamo una professoressa coi controbip.

Rita ha la lingua lunga, dice sempre quello che pensa, ha la faccia da pugile, un culo da urlo, delle stupende camicie a quadri e una marlboro perennemente infilata in bocca.

Rita ha tre figli, uno grande sposato con la figlia del suo primo ed unico amore (ed ecco servito il feuilleton), una femmina dislessica senza arte ne parte che ancora non ha capito cosa fare della propria vita (al contrario di una giapponese qualsiasi) e un figlio gay adolescente (capacissimo di fare outing a 15 anni).

Ha una relazione con il preside, un biondissimo e buonissimo preside che quando non è in bermuda è in pantaloncini da ciclista, due, tre, quattro, dieci, trombamici che usa come cleenex, una vita sentimentale alquanto inquieta e una solitudine di birra e sigarette fa da sfondo alle problematiche passionali del suo lavoro.

Il drama c’è, la commedia è amara ma non manca, la protagonista è di una bravura devastante, una delle serie più “umane” che abbia mai visto. Al momento è finita la terza stagione, spero vivamente ci sia una quarta perché è finita con un cliffhanger insostenibile.

Aggiungo che la sigla di questo telefilm ti entra in testa e non esce più.

 

Per il resto ho messo in lista un bel po’ di robe… nel mentre snocciolo New Girl, che mi fa sempre ridere e i Griffin, anche se questi ultimi mi hanno un po’ stufato.

Ho dato un’occhiata a Santa Clarita’s diet con Drew Barrymore nel ruolo di un’agente immobiliare che si nutre di cadaveri, per me potevano fare uno spin-off delle casalinghe disperate in versione zombie, non un granchè.

Carino invece “Master of none”, almeno le prime puntate…le vicende di un attore di origine indiana a New York, Aziz Ansari lo avevo già visto in Parks and Recreatcion, non mi dispiace nemmeno qui.

E’ comunque difficile farsi piacere tutto, anche perché il vero problema di Netflix è che si passa più tempo a scegliere che a guardare i contenuti. Comunque non disperate, io riuscirò a vedere tutte le cose che voi schiferete!

Un bacio a tutti

la vostra

Nabiki :*

 

ps. avete notato la nuova veste e il nuovo logo del sito? presto cambierò anche l’icona 😉

 

 

 

 

 

 

Comments are closed.

Comments (9)

  1. Molto bello il nuovo logo 🙂
    Tra le tue proposte, diciamo che guarderei Rita (e forse lo faccio, mi hai incuriosito) e qualche momento del reality, per vedere come ragionano i giappi XD

    Moz-

  2. P.s. mi sono appena informato e ho letto che le stagioni di Rita sono solo tre.
    Wtf?
    Però esiste uno spin-off.

    Moz-

    • Beh…se dovesse finire così, per quanto sia plausibile è PURA FOLLIA!
      Lo spin off su Hyordis ancora non è uscito…spero di rivedere Rita almeno li. Comunque serie che merita davvero.

    • Magari non è andata bene come serie e l’han chiusa, boooh! 😮

      Moz-

    • io spero ancora che possano farne una quarta serie, o perlomeno sfruttare lo spin off in maniera adeguata…

  3. avatar Mary

    Il nuovo look del blog mi piace! Come spesso accade, se non ci fossi tu ignoreremmo un sacco di cose interessanti 🙂 I Giappi si distinguono sempre in tutto, altro che globalizzazione e progressi tecnologici, il loro modo di fare, dovunque, è ammirevole, sessismo a parte, mi sa. Ciao!

    • grazie Mary! sto lavorando alla grafica da un bel po’ (con risultati un po’ così ma come una giappa mi impegno molto). Ho finito il dorama, diciamo che il sessismo aumenta, scopro ora che una donna con cicatrici visibili prima del matrimonio è considerata “deturpata” quindi non maritabile…:/

  4. Aziz Ansari farebbe un figurone anche se impersonasse il candelabro de la bella e la bestia .. io sono andato in fissa con 3%, una botta di adrenalina che ti condiziona la giornata .. tanto comunque con netflix non hai più una vita, devi solo decidere come fartela rovinare https://www.youtube.com/watch?v=8yyzNQfaQR8

    ps: spettacolare la nuova veste grafica del blog, anche se non ho capito dove sono 🙂

    • Concordo su Aziz ansari , carinissimi anche i suoi live (e tutta la sezione di netflix dedicata alla stand up comedy).
      3% l’ha iniziato mio marito ma poi siamo finiti su Sense8 altra figata pazzesca che ti intrippa il cervello. Adesso sto “a rota” coi documentari, ne ho appena visto uno su Jake the Snake Roberts che straconsiglio. Grazie per i complimenti alla nuova grafica, rinunciare ad “help wanted” non è stato facile, ma c’è aria di rinnovo e di confusione… 🙂